Tutti conoscono la Settimana Santa di Siviglia, durante la quale sfilano gli spettacolari altari mobili, i “pasos”, sui quali troneggiano sculture lignee di incalcolabile valore artistico. Queste descrivono, come in una sorta di commovente, solenne teatro itinerante, quanto accaduto a Gesù dall’ingresso a Gerusalemme (Domenica delle Palme) alla sua Resurrezione (Domenica di Pasqua). Durante le lunghe processioni scaglionate in più giorni, ognuna delle 70 “Cofradias” (Confraternite) scortate da centinaia di “Nazarenos” (i penitenti incappucciati) propone almeno due “pasos”: uno dedicato a un episodio alla Passione e uno a raffigurare la Madonna Addolorata. 
In particolare, la “Hermandad del Buen Fin” (Confraternita della Buona Fine) ha potuto vantare, come “Hermano Mayor Honorario” (Priore Onorario) Umberto II di Savoia. In proposito, i rapporti del nostro effimero sovrano con Siviglia sono accertati almeno dal 1948 quando, dal vicino esilio portoghese, andò a venerare la “Virgen de los Reyes” (la Madonna dei Re) nella Cappella Reale della Cattedrale, firmandone il registro delle visite. Nel 1947 lo avevano preceduto la moglie, la regina Maria José e la suocera, Elisabetta di Baviera, regina madre dei belgi.        
Si potrebbe supporre che fu Maria de las Mercedes, moglie di Don Juan di Borbone, all’epoca pretendente al trono spagnolo e madre del futuro re Juan Carlos I, ad aver suggerito a Umberto II di visitare Siviglia. Doña María vi era infatti cresciuta e amava visceralmente, come solo gli andalusi sanno fare, la sua Settimana Santa, sebbene da tempo impossibilitata a seguirla a causa del triste esilio portoghese imposto dal generale Franco. Grazie ai prestigiosi “vicini di casa” (Umberto II risiedeva a “Villa Italia” di Cascais e i Borbone a 4 km, a “Villa Giralda”, Estoril) il “Re di maggio” scoprì così che una delle Confraternite era vincolata al culto del “Santo Sudario”, ovvero la Santa Sindone, alla quale era profondamente devoto. La sua titolazione ufficiale è infatti “Real, Ilustre, Antigua, Fervorosa y Franciscana Hermandad Sacramental y Cofradía de Nazarenos del Santo Sudario, Santísimo Cristo del Buen Fin, Nuestra Señora de la Palma Coronada, San Francisco de Asís y San Antonio de Padua”. A questo “specchio del Vangelo”, come la definì san Giovanni Paolo II, Umberto II aveva dedicato sin dall’infanzia un’eccezionale collezione iconografica, purtroppo perduta durante la Seconda Guerra Mondiale. Colpito da tale particolare culto, il re fece dono alla Confraternita di una riproduzione fotografica a grandezza naturale della Sindone. In segno di riconoscenza, la “Hermandad del Buen Fin” il 9 agosto 1964 lo nominò Priore Onorario e, grazie alla sua prestigiosissima adesione, da allora l’associazione religiosa poté fregiarsi del titolo di “Real” (Reale). Ho avuto il piacere di veder esposte le fotografie nel 2014 nella mostra organizzata presso il Circolo Mercantile dedicata agli apparati e preziosità della Confraternita.

Patrik Perret

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